Il Ponte di Oloè

La vicenda del Ponte di Oloè

«La situazione relativa al ponte di Oloè si prospetta a distanza di mesi come indecente e davvero poco degna di un paesecivile». Lo ha dichiarato il consigliere regionale dei Riformatori Luigi Crisponi, preannunciando la presentazione di una interpellanza al presidente della Regione, Francesco Pigliaru, e all’assessore ai Lavori pubblici, Edoardo Balzarini.«Ferme restando le ragioni del blocco del traffico veicolare – ha proseguito Crisponi – che fra l’altro stanno producendo danni irreparabili alle aziende produttive e ai lavoratori che quotidianamente la percorrevano, non pare intravedersi alcuna soluzione che consenta almeno il ripristino provvisorio della circolazione sul promesso percorso alternativo».

Da qui l’attacco del consigliere di opposizione a chi dovrebbe risolvere il problema: «Di sicuro ci sono solo le strampalate rassicurazioni di intervento annunciate dalla Regione Sardegna, dal Ministero e dell’Anas. Di fatto si continua a brancolare nel buio senza sapere se le scadenze di metà e fine settembre annunciate da assessori, sottosegretari e ministri siano state foriere di risultati o solo portatrici di ennesimi studi, istruttorie e sondaggi che danno l’impressione che si stia facendo solo un buco nell’acqua. Oloè si sta dimostrando un pozzo senza fondo sull’impiego di risorse pubbliche per consulenze e progettazioni».La prima chiusura al traffico del ponte di Oloè era stata determinata, a novembre nel 2013, dal passaggio del ciclone Cleopatra, che aveva provocato il crollo di una campata e la morte del poliziotto nuorese Luca Tanzi. Il ponte era stato riaperto nel luglio del 2014, dopo un intervento di ripristino della viabilità costato 2,9 milioni di euro. All’inizio del 2017, il traffico sul ponte aveva subito una prima chiusura, causata da evidenti problemi strutturali. Poi la riapertura a senso unico alternato, decisa dal commissario straordinario della Provincia di Nuoro, Costantino Tidu, a cui erano seguiti pochi giorni dopo i sigilli della Procura di Nuoro. Il blocco alla viabilità non aveva comunque spaventato gli automobilisti, che per mesi hanno utilizzato il ponte, agevolati dalla possibilità di poter facilmente spostare le barriere mobili posizionate per impedire la circolazione. Una situazione che si è trascinata sino allo scorso giugno quando il giudice per le indagini preliminari, Mauro Puxeddu, ha ordinato il sequestro e la chiusura immediata e definitiva dell’infrastruttura, insieme alla collocazione di barriere inamovibili. Da allora il ponte resta chiuso, con tutti i disagi conseguenti per la popolazione. I più penalizzati sono gli abitanti di Oliena,Dorgali e Orgosolo, che da mesi protestano senza ottenere risposte certe.

(fonte: cronachenuoresi.it)

Ponte di Oloè

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