Crisponi (Riformatori): Areus, il 118 vola senza stipendi e rimborsi

«Si paghi il conto agli operatori sanitari degli elicotteri». La sanità sarda che ancora una volta vede certificato il fallimento delle politiche attuate dal centrosinistra

«Superfluo entrare per l’ennesima volta in merito alle scelte regionali sull’istituzione dell’azienda Areus e dell’elisoccorso, non altrettanto superfluo seguirne i risvolti – come dire – più pratici che tecnici a scapito del personale». È quanto hanno dichiarato Michele Solinas, coordinatore provinciale di Sassari per i Riformatori sardi, e il consigliere regionale Luigi Crisponi. «È opportuno, hanno detto i due esponenti politici, rendere nota la situazione degli operatori sanitari medici ed infermieri reclutati da aziende di tutta la regione che, per la stragrande maggioranza, fatta eccezione per un discreto gruppo di operatori cagliaritani, non hanno tuttora percepito il pagamento degli emolumenti trimestrali, comprensivi peraltro di rimborso chilometrico per la trasferta e di spese per la formazione. L’incresciosa vicenda riguarda piuttosto da vicino i nostri territori di Sassari e Nuoro – beffa delle beffe quest’ultima è sede legale dell’Areus – in quanto i prestatori d’opera di Ats Sardegna ed Aou di Sassari sono paradossalmente i più vessati attori della tragedia, creditori col sistema sanitario regionale di migliaia di euro, bloccati chissà dove da una farraginosa procedura che prevede l’iniziale pagamento da parte delle aziende di appartenenza ed il successivo rimborso dall’Areus alle stesse».

«Ci si chiede, a questo punto, quale sia l’elemento ostativo alla liquidazione delle somme, visto e considerato che, in un recente documento, la Areus, premettendo di aver trasmesso regolarmente alle suddette aziende i tabulati di servizio, sollecita queste ultime a procedere a stretto giro per interrompere il crescente malcontento che rischia di sfociare nell’abbandono dell’attività. Peraltro il credito in arretrato del personale sanitario di emergenza operante sugli elicotteri arriva in taluni casi ad oltre un anno di ritardo sulla liquidazione degli emolumenti, alla faccia del trimestre previsto dagli accordi siglati a suo tempo con i lavoratori. Doveroso, a questo punto – hanno concluso Solinas e Crisponi –, che l’Areus proceda senza indugio al saldo delle spettanze e uscendo paghino il conto con una mano sulla coscienza e l’altro sul ricco portafoglio della sanità sarda che ancora una volta vede certificato il fallimento delle politiche attuate dal centrosinistra».

fonte: (sardegnadies.it)

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